lunedì 11 aprile 2016

Mostra al Museo del Fumetto WOW di Milano-Il Piccolo Principe di Vincenzo Iannuzzi


Presentazione Il Piccolo Principe di Enzo Jannuzzi

Presentazione del volume
“Il Piccolo Principe. Una storia a fumetti”
di Enzo Jannuzzi

Interviene Enzo Jannuzzi, autore dell’opera.

Sabato 5 marzo 2016, ore 16.30
Ingresso libero

invito piccolo principe VOLUME

Il fumettista Enzo Jannuzzi ha reinterpretato il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry Il Piccolo Principe. Il volume verrà presentato in esclusiva a WOW Spazio Fumetto dall’autore stesso.

Il 5 marzo 2016 alle ore 16,30, Enzo Jannuzzi sarà presente al museo per introdurre la sua nuova opera al pubblico, incontrando i lettori per offrire una visione approfondita del processo creativo che lo ha condotto alla realizzazione dell’adattamento a fumetti.
Grazie alla collaborazione fra WOW Spazio FumettoFondazione Franco FossatiLa Borsa del Fumetto di Milano edExcalibur, il volume sarà disponibile al pubblico dal 5 marzo.
Dal 27 febbraio al 26 marzo è possibile ammirare al WOW tutte le 81 tavole originali create dal fumettista, oltre a matite, schizzi e materiali del dietro le quinte.

Museo del Fumetto WOW presenta Il Piccolo Principe di Vincenzo Iannuzzi


Il Piccolo Principe di Enzo Jannuzzi

Il Piccolo Principe. Una storia a fumetti

di Enzo Jannuzzi

da Antoine de Saint-Exupéry


catalogo_piccolo principe
http://www.museowow.it/wow/it/il-piccolo-principe-di-enzo-jannuzzi/

Un’interpretazione molto originale e divertente dell’autore Enzo Jannuzzi della famosa storia del Piccolo Principe.
Il 5 marzo 2016 il fumetto verrà presentato a WOW Spazio Fumetto con la presenza dell’autore.
Prezzo al pubblico del volume: 15 euro
Vai alla pagina della MOSTRA! oppure acquista direttamente il libro online qui

IL PICCOLO PRINCIPE una storia a fumetti di Vincenzo Iannuzzi


Il Piccolo Principe a fumetti in mostra

IL PICCOLO PRINCIPE
una storia a fumetti

Con le 81 tavole originali di ENZO JANNUZZI

27 febbraio – 26 marzo 2016
INGRESSO LIBERO

piccolo principe web
http://www.museowow.it/wow/it/piccolo_principe_mostra/

Il Piccolo Principe” di Enzo Jannuzzi nasce quasi per caso, da una curiosa richiesta fatta dal fratello dell’artista: una versione a fumetti del capolavoro di Saint-Exupéry da regalare alla figlia.

Jannuzzi si accosta all’opera con uno sguardo fresco: la conosce, ma non l’ha mai letta per intero. È l’occasione per una (ri)scoperta che lo ispira: la commissione è accettata, è il momento di adattare un libro amatissimo da generazioni di lettori secondo la propria sensibilità.
È un’impresa non facile che l’artista porta a compimento decidendo di tornare al testo originale dell’autore, ritraducendolo dal francese con la collaborazione della sua compagna Erveda Sansi. Nella rilettura di Jannuzzi non manca nulla, perché tutto quanto aveva scritto l’autore è raffigurato nelle vignette o scritto nelle nuvolette, di un’ottantina di densissime pagine.

Se per il testo Jannuzzi sceglie di mantenersi fedele all’opera originale, per i disegni l’artista decide di distaccarsi il più possibile dal tratto di Saint-Exupéry. Quello dello scrittore/aviatore francese è un segno unico, gradevole nella sua semplicità, che se venisse richiamato esplicitamente rischierebbe di diventare una semplice ricopiatura.

Il disegno del fumetto si distacca così dai colori delicati del romanzo: Jannuzzi lavora con il suo abituale, corposo bianco e nero; anche l’aspetto dei personaggi è diverso dal solito, scegliendo una via più personale ma molto rispettosa dei caratteri.
Nato da una commissione così particolare, “Il Piccolo Principe” di Enzo Jannuzzi viene ora pubblicato grazie a una collaborazione tra il museo WOW Spazio Fumetto, la Fondazione Franco Fossati, l’editore Excalibur e la libreria La Borsa del Fumetto, mentre le tavole vengono esposte al pubblico per la prima volta, insieme a una scelta di pagine a matita e bozzetti che – secondo una prassi abituale del museo – aiutano a leggere anche “dietro le quinte” della creazione dell’opera.

sabato 27 settembre 2014

hurricane fumetti

Crack 2012 - Puck Comic Party: oltre 170 autori per un fumetto da record...

Crack 2012 - Puck Comic Party: oltre 170 autori per un fumetto da record...

Janù su Fondazione Franco Fossati

 
Museo del fumetto e della comunicazione – fondazione@francofossati.eu
  FFF  FUMETTOPersonaggiEditoriTestateBiblioAnnali IllustratoriUmoristiScrittori e giornalisti
Vincenzo JANNUZZI (Jan, Janù)1946
Nasce a Spezzano Albanese (Cosenza, Italia) il 4 gennaio 1946. Dopo avere vissuto parte dell'infanzia e della giovinezza a Ovada, in Piemonte, e a Roma, approda infine a Milano negli anni della contestazione giovanile. Con un segno efficace e uno spirito indipendente che sfugge agli schemi tradizionali, utilizza il medium fumetto in modo libero ed estroso, rivelandosi come uno dei più interessanti autori underground italiani. Il suo primo personaggio, che gli attira l'attenzione dei lettori e l'apprezzamento degli esperti, è Ancillotto, un emigrante interno italiano alle prese con le situazioni e le contraddizioni di quegli anni, pesentato come striscia umoristica senza perdere l'occasione per esprimere umanità, rabbia, sconforto, passione.
Viene dunque coinvolto da Alfredo Castelli nel laboratorio fumettistico della rivista Horrordell'editore Sansoni (verrà pubblicato anche da Super VIP e negli horror pocket), poi ripresentato da Sorry (dell'editore Ennio Ciscato) segnalato da WOW n. 5 (Luigi F. Bona Editore, 1976) e infine l'editore Ottaviano pubblica una versione di Ancillotto in volume ("Ancillotto l'emigrante", Milano 1978) nella storica collana "L'altro segno" accanto a RiusMarcenaro e Mattotti. Rimarrà inedito un "Martin Eden" realizzato negli anni Ottanta, ispirato al romanzo di Jack London, dopo la cessione della casa editrice.
Portato per un erotismo forte e sanguigno, spudorato e divertente, con ampio utilizzo del repertorio anticlericale e anticapitalistico, più anarchico che socialista, crea anche personaggi e brevi storie underground come "Il diario d'Immacolata", pubblicato in albo dalla Borsa del Fumetto di Milano nel 1978, seguito da "Albertine", entrambi riproposti a Parigi da Russo Editeur.
Alcuni episodi brevi particolarmente espressivi e riusciti rimangono nel cassetto dell'autore, perché nessuno si sente di pubblicarli. Solo gli amici hanno la possibilità di vederli, e vengono canservati dall'artista sotto il nome ironico di "I racconti del no_comment".
Nel 1978-79 pubblica vari episodi di "Ivan-Dalì" ne Il Mago (mensile a fumetti Mondadori diretto da Bepi Zancan), e i testi sono suoi, diCastelli e di Pichard.
Nella redazione del periodico mondadoriano conosce Carlo Peirano, per il quale realizza la prima lussuosa edizione de "Le 11.000 verghe" (1979), dallo scabrosissimo romanzo di Guillaume Apollinaire; l'opera sarà pubblicata anche in Francia dalle Editions DL, in Olanda da Sombrero Outgeverej, nuovamente in Italia da Miani (1983) e in una pregiata edizione italiana definitiva della HEJ Book and Look (2006).
Nel 1980 pubblica un volume nella collana AL-BUM della Biblioteca Umoristica Mondadori: "Vita mirabile dell'arcitruffatrice e vagabonda Coraggio", testo tratto dall'opera di Von Grimmelshausen, stessa fonte della "Madre Coraggio" di Brecht.
Nel 1980 crea "Scabrina", nuovo personaggio femminile, a colori, non pubblicato. Gli vengono richieste invece sempre di più vignette e tavole "osé".
Nel 1981 realizza un albo per bambini destinato ai Paesi arabi, "Nabo" (dal nome dell'antico re babilonese Nabopolassar), ma la guerra con l'Iran blocca il progetto quando già alcuni episodi sono stati realizzati.
Nel 1984 disegna "Accadueò [H2O], parabola energetica, un racconto a fumetti di fantascienza grottesca, e"Ringorossi", due storie su testi di Enrico Castruccio (Orso) per la rivista 1984 dell'editore Puleio.
Rimane invece inedito nel 1984, per chiusura della testata e della casa editrice, il racconto "Se la fortuna ti tocca" realizzato per Eureka sotto la direzione di Castelli e Silver.
Pubblica in Olanda l'albo "Remengograd", su testi del poeta milanese Bruno Mandelli, un lungo racconto a fumetti ambientato nella Milano studentesca del "quartiere latino" di Brera.
Realizza anche un'opera in 135 tavole, "Anni '70 in quattro risate... e un mal di pancia", con le "origini" di Ancillotto. Su "Tratti" Mobydick n. 66 pubblica "Contro l'AIDS", 16 pagine intense, prodotte dal Centro Documentazione del Leoncavallo, il centro giovanile milanese con il quale collabora per qualche anno.
Negli anni Duemila, dopo molte esperienze come disegnatore, illustratore e muralista, ritorna al primo amore per il fumetto, e mentre viene riproposto in edizione lusso "Le 11.000 verghe" riappaiono sul sito internet personale sia creazioni di ieri (come "Corri corri Corallina") sia inediti ancora in fase di realizzazione (come "Rossilla Morbilla").

Le immagini di Vincenzo Jannuzzi in queste pagine sono tutte ©: dell'autore, diritti riservati, riprodotte per gentile concessione.
  • Sito ufficiale di Vincenzo Jannuzzi: www.vincenzojannuzzi.it
  • Catalogo La Ghignata 2010, FFF, Monza, ottobre 2010. http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/j/jannuzzi.htm
  • PUCK COMIC PARTY!: Special Guest#14: VINCENZO JANNUZZI!

    PUCK COMIC PARTY!: Special Guest#14: VINCENZO JANNUZZI!: Il Nano ha invitato al Party molte firme storiche. Una di queste è senz'altro VINCENZO JANNUZZI , uno dei capisaldi dell'underground...

    giovedì 8 settembre 2011

    Special Guest#14: VINCENZO JANNUZZI!

    Il Nano ha invitato al Party molte firme storiche. Una di queste è senz'altro VINCENZO JANNUZZI, uno dei capisaldi dell'underground italiano, dalla contestazione degli anni '70 e ai più recenti happening artistici al Leoncavallo. Ma per presentarlo meglio vi lascio alle parole di Matteo Guarnaccia (dopo l'immagine) 



    "Mi hanno sempre colpito le dita di questo orologiaio spazientito. Hanno sviluppato una meditata callosità nel punto esatto in cui va a poggiare la penna.Una penna megafono ad un passo dal cedimento strutturale, che questo espressionista tedesco, casualmente reincarnatosi in terra calabrese, utilizza da quasi quarant¹anni per compilare un grande romanzo popolare. Quello di Jannuzzi è uno stile pedagogico, altalenante tra Murnau e la Wertmuller, tra Walter Molino e George Grosz, attraversato da subitanei cambi di registro dal grottesco al lezioso, dall’eroico al pratico. Anzi il suo curriculum artistico potrebbe sicuramente risalire ai tempi e ai cieli dell¹alto medioevo: lo vedo abbarbicato come un tarzan occhialuto a scalpellare maliziose gargouilles sulle cime delle cattedrali gotiche, burlandosi dei chierici e degli sgherri dello sceriffo. Jannuzzi è da sempre un implacabile agit prop che non si è mai tirato indietro di fronte a qualsivoglia sfida espressiva. Il suo occhio panoramico ha creato ingegnosi teatrini di carta, preziosi origami multidimensionali per arredamento. E¹ stato addirittura capace di trasformare una apparentemente innocua e anonima penna bic in uno straordinario medium espressivo. La sua prolifica produzione artistica abbraccia il fumetto di massa per bambini, quello semiclandestino per adulti; la ³riduzione² in vignette di opere letterarie (³Madre Coraggio² o ³Le 11.000 verghe²); i murali politici, la  decorazione di ambienti, il collage. La sua critica allo stato presente delle cose si avvale di una poetica della nostalgia fatta di corpi, oggetti e scenari ancora commoventemente neorealisti, un¹estensione atemporale di ³Rocco e i suoi fratelli². L¹iconografia jannuzziana è un corto circuito tra un immaginario da socialismo reale e sontuose pin up che profumano ancora di calendarietto da barbiere. Un¹arte fatta di fendenti rapidi e irrevocabili, derivata da una mentalità da spadaccino."

    VINCENZO JANNUZZI: Nasce a Spezzano Albanese (Cosenza, Italia) il 4 gennaio 1946. Dopo avere vissuto parte dell'infanzia e della giovinezza a Ovada, in Piemonte, e a Roma, approda infine a Milano negli anni della contestazione giovanile. Con un segno efficace e uno spirito indipendente che sfugge agli schemi tradizionali, utilizza il medium fumetto in modo libero ed estroso, rivelandosi come uno dei più interessanti autori underground italiani. Il suo primo personaggio, che gli attira l'attenzione dei lettori e l'apprezzamento degli esperti, è Ancillotto, un emigrante interno italiano alle prese con le situazioni e le contraddizioni di quegli anni, pesentato come striscia umoristica senza perdere l'occasione per esprimere umanità, rabbia, sconforto, passione.
    Viene dunque coinvolto da Alfredo Castelli nel laboratorio fumettistico della rivista Horror dell'editore Sansoni
    Portato per un erotismo forte e sanguigno, spudorato e divertente, con ampio utilizzo del repertorio anticlericale e anticapitalistico, più anarchico che socialista, crea anche personaggi e brevi storie underground come "Il diario d'Immacolata", pubblicato in albo dalla Borsa del Fumetto di Milano nel 1978, seguito da "Albertine", entrambi riproposti a Parigi da Russo Editeur.
    Alcuni episodi brevi particolarmente espressivi e riusciti rimangono nel cassetto dell'autore, perché nessuno si sente di pubblicarli. Solo gli amici hanno la possibilità di vederli, e vengono canservati dall'artista sotto il nome ironico di "I racconti del no_comment".
    Nel 1978-79 pubblica vari episodi di "Ivan-Dalì" ne Il Mago (mensile a fumetti Mondadori diretto da Bepi Zancan), e i testi sono suoi, di Castelli e di Pichard.
    Nella redazione del periodico mondadoriano conosce Carlo Peirano, per il quale realizza la prima lussuosa edizione de "Le 11.000 verghe" (1979), dallo scabrosissimo romanzo di Guillaume Apollinaire; l'opera sarà pubblicata anche in Francia dalle Editions DL.
    Nel 1980 crea "Scabrina", nuovo personaggio femminile, a colori, non pubblicato. Gli vengono richieste invece sempre di più vignette e tavole "osé".
    Nel 1981 realizza un albo per bambini destinato ai Paesi arabi, "Nabo"(dal nome dell'antico re babilonese Nabopolassar), ma la guerra con l'Iran blocca il progetto quando già alcuni episodi sono stati realizzati.
    Nel 1984 disegna "Accadueò [H2O], parabola energetica, un racconto a fumetti di fantascienza grottesca, e "Ringorossi", due storie su testi diEnrico Castruccio (Orso) per la rivista 1984 dell'editore Puleio.
    Rimane invece inedito nel 1984, per chiusura della testata e della casa editrice, il racconto "Se la fortuna ti tocca" realizzato per Eureka sotto la direzione di Castelli e Silver.
    Pubblica in Olanda l'albo "Remengograd", su testi del poeta milanese Bruno Mandelli, un lungo racconto a fumetti ambientato nella Milano studentesca del "quartiere latino" di Brera.
    Realizza anche un'opera in 135 tavole, "Anni '70 in quattro risate... e un mal di pancia", con le "origini" di Ancillotto. Su "Tratti" Mobydickn. 66 pubblica "Contro l'AIDS", 16 pagine intense, prodotte dal Centro Documentazione del Leoncavallo, il centro giovanile milanese con il quale collabora per qualche anno.
    Negli anni Duemila, dopo molte esperienze come disegnatore, illustratore e muralista, ritorna al primo amore per il fumetto.

     Born in Spezzano Albenese, Vincenzo, or "Enzo", Jannuzzi made his first comic ('David e re Saul') for Tiramolla in 1968. He then created the character of 'Ancillotto', whose adventures appeared in magazines like Super Vip, Horror, Sorry and Offside. In 1976, he illustrated the series 'Pike and Pike', about two gay policemen in the Contro review. He also made several stories for underground publications, including 'Il Diario d'Immacolata'. In 1978-79, he was present in Il Mago with episodes of 'Ivan-Dali". In the early 1980s, he created comics like 'Madre Coraggio' (with Von Grimmelhausen) and 'Albertine', as well as unpublished works like 'Scabrina', 'Corri Corri Coralina' and 'Rosita Morbilla'. In 1984, he cooperated with Enrico Castruccio on stories like 'Accadueò [H2O], parabola energetica' and 'Ringorossi', published in 1984 magazine. That same year, he produced 'Se la Fortuna ti Tocca' for Eureka magazine, edited by Alfredo Castelli and Silver. During the 1980s, Jannuzzi was also active in the erotic genre, and did lay-outs for advertising agencies, as well as illustrations for Mondadori. In the late 1980s, he illustrated an educational project for the Iraki government, and also worked for the Arab market for a while. For the Dutch "Sombrero Black Series", he made 'Remengograd' in cooperation with the Milanese poet Bruno Mandeli in 1992.

    SBAM COMICS - Intervista Vincenzo Jannuzzi

    http://sbamcomics.it/blog/2014/01/04/intervista-vincenzo-jannuzzi/#more-20138

    Autori

    INTERVISTA – Vincenzo Jannuzzi

    sbam_vincenzo-jannuzziVincenzo Jannuzzi, in arte Jan o ancheJanù, nasce a Spezzano Albanese (CS) il 4 gennaio 1946. Dopo avere vissuto parte dell’infanzia e della giovinezza a Ovada, in Piemonte, e a Roma, approda infine a Milano negli anni della contestazione giovanile. Con un segno efficace e uno spirito indipendente che sfugge agli schemi tradizionali, utilizza il medium fumetto in modo libero ed estroso, rivelandosi come uno dei più interessanti autori underground italiani. Il suo primo personaggio, che gli attira l’attenzione dei lettori e l’apprezzamento degli esperti, è Ancillotto, un emigrante interno italiano alle prese con le situazioni e le contraddizioni di quegli anni, pesentato come striscia umoristica senza perdere l’occasione per esprimere umanità, rabbia, sconforto, passione”. Così il sito della Fondazione Franco Fossati presenta Vincenzo Jannuzzi, per poi precisare che il suo lavoro ha attraversato gli ultimi quattro decenni della Nona Arte spaziando tra moltissimi generi. Il suo cavallo di battaglia è però sicuramente l’erotismo (“forte e sanguigno, spudorato e divertente”, spiega ancora il sito FFF), con la riduzione a fumetti di opere letterarie quali Le 11.000 verghe diGuillaume Apollinaire.
    La Sbam-redazione ha avuto il piacere di incontrare Jannuzzi per farsi raccontare da lui stesso la sua storia e, soprattutto, il suo parere sul fumetto di oggi. Quello che segue è un estratto dell’intervista che potete leggere integralmente su Sbam! Comicsla nostra rivista digitale gratuita, scaricando da QUI il nr. 12.
    Ci racconti un po’ la tua carriera
    Oddio, è tantissima roba, ho 68 anni! E ho anche cominciato subito: ho avuto la fortuna di avere una mamma che rideva divertita quando scarabocchiavo i muri di casa… Poi ho avuto le prime gratificazioni con i primi lavori a scuola e vincendo un piccolo concorso scolastico. Disegnavo ovunque, anche se all’inizio non disegnavo mani e piedi, troppo difficili. Poi, pian piano ho perfezionato i dettagli, cercando sempre di migliorare. Ho anche cominciato a dipingere, in una sorta di attività parallela. Ma il fumetto mi dava più possibilità, sfrutta la dimensione del tempo, è più moderno e più aperto. E ho lavorato davvero tanto, molto più di quello che è stato poi pubblicato, ho tante cose nel cassetto.
    Prediligi le storie autoconclusive, adatte ai volumi.
    Sì, anche se oggi purtroppo l’editoria italiana offre poco spazio.
    jannuzzi_apollinaireCome vedi i mercati esteri rispetto a quello italiano?
    Ci sono certamente differenze tra paese e paese. Cambiano le situazioni economiche, quelle culturali. L’Italia è un grande Paese, ha un’editoria molto sviluppata riguardo le grandi serie da edicola, mentre invece è molto ristretta per il fumetto d’autore. Attenzione, con “fumetto d’autore” non voglio dire che quello seriale non sia altrettanto valido, voglio solo identificare l’opera realizzata dal singolo autore secondo le sue sensibilità, non legata alle regole della serie. Ci sono autori sudamericani dall’incredibile poesia e di grande spessore, anche se magari non tecnicamente perfetti.
    Le tue opere più importanti sono tratte da grandi opere della letteratura.
    Sì, e col fumetto si possono fare cose bellissime. Una parte del testo è sostituita dal disegno, quando raffiguri un personaggio che parla non c’è bisogno di precisare “lui disse”. Ecco la bellezza di questo mezzo!
    Delle opere rimaste nel cassetto, quale vorresti vedere fuori?
    Tutte. Non ce n’è una particolare, una dominante sulle altre. Tutte quelle rimaste nel cassetto mi piacerebbe vedessero la luce. Alcuni lavori sono basati sul porno d’autore, genere che ho frequentato parecchio: magari ho provato ad aggiungere elementi sociologici al tema, ma non sono stati apprezzati.
    (Antonio Marangi • 04/01/2014)

    CROWDFUNDING DI: Il sogno di Bruna

    domenica 5 febbraio 2012

    Le 11.000 Verghe - Vincenzo Jannuzzi - Edizioni Hej book & look

    Scintillante divertissement erotico-pornografico di stampo sadiano, ma scritto con la prosa veloce ironica e divertita di un Voltaire. Coprofilia, sadismo che si spinge all'assassinio gratuito, sodomia selvaggia, incesto pederastico omosessuale, infine condanna a morte di un gitone che muore godendo tra terribili spasimi impalato per quella parte là. 
    Detto così sembra una mostruosità, e invece è un pezzo di bravura letteraria.http://www.anobii.com/

    Fumetto e omosessualità


    La lettera di oggi

    Creato il 08 giugno 2010 da Wally
    Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
    Oggi mi è arrivata questa comunicazione:

    "Gentile elfodiluce,
    i fumetti di Frocik che lei utilizza sono stati dati da Massimo Consoliprima
    della sua morte a Delia Vaccarello per la rivista Fuorispazio
    che contiene ampio materiale donato da Consoli e raccolto poi dietro richiesta
    specifica dalla Fondazione Massimo Consoli
    cortesemente li tolga o ne citi correttamente la provenienza.

    Lei è libero di scrivere ciò che desidera
    ma ciò che addolora è lo spirito che anima la sua mano "critica".

    Si rende conto degli anni in cui sono stati disegnati e le condizioni storiche
    in cui quei PRIMI vagiti han preso le mosse?
    Certo Verde e Consoli non avevano a disposizione gli strumenti che la
    tecnica oggi le permette.

    Gaialolita per la redazione di fuorispazio."

    Cara Gaialolita, forse nel mio post non si è capito che il mio non era un processo alle intenzioni, ma un giudizio sul materiale fumettistico in quanto tale. Massimo Consoli è stato un grand'uomo, e se in Italia avessimo avuto più attivisti devoti alla cultura e alla memoria storica come lo è stato lui, oggi probabilmente saremmo in un paese diverso e sicuramente migliore per la comunità gay tutta (parere personale: i suoi libri dovrebbero essere letti da tutti gli omosessuali italiani).LA LETTERA DI OGGIDetto questo mi dispiace di avere urtato la sensibilità di qualcuno e ho corretto le attribuzioni nel post, tuttavia credo che quello che mi viene scritto confermi proprio ciò che scrivevo, e cioè che purtroppo quando si crea un processo di identificazione fra un lettore omosessessuale e una produzione a tematica omosessuale si tende a perdere lo spirito critico. Frocik può essere definito, al limite, un'espressione grafica, ma non un fumetto e - mi spiace dirlo - è anche la prova che in Italia il mondo dell'attivismo e della militanza ha avuto fin dall'inizio la tendenza a vivere in una realtà a parte, giustificando e incensando tutto (o quasi) quello che veniva fatto in nome della causa, e ignorando (o quasi) il resto, soprattutto quando veniva prodotto al di fuori del circuito della militanza di cui sopra. Appellarsi alla povertà di mezzi e al contesto di quegli anni ha senso fino a un certo punto, visto che Frocik è stato pubblicato nel 1979, ma nel 1976 aveva già visto la luce Pike & Pike, fumetto gay di Graziano Origa e Vincenzo Jannuzzi...
    LA LETTERA DI OGGICome si può intuire dalla striscia qui sopra si trattava di un fumetto nel senso pieno del termine (con una vera sceneggiatura e dei veri disegni), peraltro incentrato su due poliziotti del Bronx che stavano insieme! Un fumetto così - in quegli anni - non c'era in nessuna parte del mondo! Però, guardacaso, poichè era stato concepito e pubblicato al di fuori del circuito della militanza gay e lesbica italiana (venne pubblicato sulla rivista Contro nel 1976 e nel 1977), non mi risulta che sia mai stato valorizzato come avrebbe dovuto, nonostante sia stato citato in vari saggi dedicati al fumetto... A partire dalla sua scheda su L'ENCICLOPEDIA DEL FUMETTO edita da Ottaviano nel 1977 (cliccateci sopra per ingrandirla).
    LA LETTERA DI OGGIPoco importa se Graziano Origa, nel tempo, ha dato un notevole contributo alla cultura gay pop italiana (fondando - tra le altre cose - la rivista Gay Italia e collaborando alla prima Babilonia) e sia stato per decenni il fumettologo gay più preparato del nostro paese, pubblicando decine di saggi e guadagnandosi numerosi riconoscimenti (ha anche diretto la storica rivista FUMETTI D'ITALIA, vero cult per tutti gli appassionati di fumetto)... Il movimento gay, che in un'altra nazione lo avrebbe messo su un piedistallo (e in effetti negli anni '80, mentre viveva a New York, collaborò con riviste come AdvocateTorso e Blueboy) e lo avrebbe coinvolto regolarmente in iniziative di promozione culturale, da noi non lo ha mai calcolato (e nemmeno citato) granchè...
    LA LETTERA DI OGGIForse la sua colpa è stata quella di mirare a produrre e a diffonderecultura gay (e non) senza appoggiarsi necessariamente al mondo della militanza gay italiana, tuttavia il suo caso è abbastanza sintomatico di una realtà culturale gay che, in Italia, presenta ancora diverse lacune. Certo è che, finchè ci si pone sulla difensiva di fronte ai confronti scomodi, le cose non cambieranno molto. Il fatto che poi il mondo dell'associazionismo e della militanza GLBT italiana abbia una certa tendenza all'autoreferenzialità (e alla suscettibilità) fa il resto. Questo, perlomeno, è quello che penso io (anche alla luce di tre anni di presidenza di un piccolo arcigay di provincia che non può permettersi di vivere in un mondo a parte, ma che d'altro canto è costretto a relazionarsi col "mondo a parte" delle associazioni GLBT italiane). Detto ciò ribadisco che - amio modestissimo parere - è importante valorizzare ciò che lacultura GLBT produce, ma per andare avanti è essenziale guardarsi attorno e dare a Cesare quel che è di Cesare, anche se all'inizio può risultare un po' impegnativo.
    Alla prossima.

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    Janù su Fondazione Franco Fossati

    http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/j/jannuzzi.htmVincenzo JANNUZZI (Jan, Janù)1946
    Nasce a Spezzano Albanese (Cosenza, Italia) il 4 gennaio 1946. Dopo avere vissuto parte dell'infanzia e della giovinezza a Ovada, in Piemonte, e a Roma, approda infine a Milano negli anni della contestazione giovanile. Con un segno efficace e uno spirito indipendente che sfugge agli schemi tradizionali, utilizza il medium fumetto in modo libero ed estroso, rivelandosi come uno dei più interessanti autori underground italiani. Il suo primo personaggio, che gli attira l'attenzione dei lettori e l'apprezzamento degli esperti, è Ancillotto, un emigrante interno italiano alle prese con le situazioni e le contraddizioni di quegli anni, pesentato come striscia umoristica senza perdere l'occasione per esprimere umanità, rabbia, sconforto, passione.
    Viene dunque coinvolto da Alfredo Castelli nel laboratorio fumettistico della rivista Horrordell'editore Sansoni (verrà pubblicato anche da Super VIP e negli horror pocket), poi ripresentato da Sorry (dell'editore Ennio Ciscato) segnalato da WOW n. 5 (Luigi F. Bona Editore, 1976) e infine l'editore Ottaviano pubblica una versione di Ancillotto in volume ("Ancillotto l'emigrante", Milano 1978) nella storica collana "L'altro segno" accanto a RiusMarcenaro e Mattotti. Rimarrà inedito un "Martin Eden" realizzato negli anni Ottanta, ispirato al romanzo di Jack London, dopo la cessione della casa editrice.
    Portato per un erotismo forte e sanguigno, spudorato e divertente, con ampio utilizzo del repertorio anticlericale e anticapitalistico, più anarchico che socialista, crea anche personaggi e brevi storie underground come "Il diario d'Immacolata", pubblicato in albo dalla Borsa del Fumetto di Milano nel 1978, seguito da "Albertine", entrambi riproposti a Parigi da Russo Editeur.
    Alcuni episodi brevi particolarmente espressivi e riusciti rimangono nel cassetto dell'autore, perché nessuno si sente di pubblicarli. Solo gli amici hanno la possibilità di vederli, e vengono canservati dall'artista sotto il nome ironico di "I racconti del no_comment".
    Nel 1978-79 pubblica vari episodi di "Ivan-Dalì" ne Il Mago (mensile a fumetti Mondadori diretto da Bepi Zancan), e i testi sono suoi, diCastelli e di Pichard.
    Nella redazione del periodico mondadoriano conosce Carlo Peirano, per il quale realizza la prima lussuosa edizione de "Le 11.000 verghe" (1979), dallo scabrosissimo romanzo di Guillaume Apollinaire; l'opera sarà pubblicata anche in Francia dalle Editions DL, in Olanda da Sombrero Outgeverej, nuovamente in Italia da Miani (1983) e in una pregiata edizione italiana definitiva della HEJ Book and Look (2006).
    Nel 1980 pubblica un volume nella collana AL-BUM della Biblioteca Umoristica Mondadori: "Vita mirabile dell'arcitruffatrice e vagabonda Coraggio", testo tratto dall'opera di Von Grimmelshausen, stessa fonte della "Madre Coraggio" di Brecht.
    Nel 1980 crea "Scabrina", nuovo personaggio femminile, a colori, non pubblicato. Gli vengono richieste invece sempre di più vignette e tavole "osé".
    Nel 1981 realizza un albo per bambini destinato ai Paesi arabi, "Nabo" (dal nome dell'antico re babilonese Nabopolassar), ma la guerra con l'Iran blocca il progetto quando già alcuni episodi sono stati realizzati.
    Nel 1984 disegna "Accadueò [H2O], parabola energetica, un racconto a fumetti di fantascienza grottesca, e"Ringorossi", due storie su testi di Enrico Castruccio (Orso) per la rivista 1984 dell'editore Puleio.
    Rimane invece inedito nel 1984, per chiusura della testata e della casa editrice, il racconto "Se la fortuna ti tocca" realizzato per Eureka sotto la direzione di Castelli e Silver.
    Pubblica in Olanda l'albo "Remengograd", su testi del poeta milanese Bruno Mandelli, un lungo racconto a fumetti ambientato nella Milano studentesca del "quartiere latino" di Brera.
    Realizza anche un'opera in 135 tavole, "Anni '70 in quattro risate... e un mal di pancia", con le "origini" di Ancillotto. Su "Tratti" Mobydick n. 66 pubblica "Contro l'AIDS", 16 pagine intense, prodotte dal Centro Documentazione del Leoncavallo, il centro giovanile milanese con il quale collabora per qualche anno.
    Negli anni Duemila, dopo molte esperienze come disegnatore, illustratore e muralista, ritorna al primo amore per il fumetto, e mentre viene riproposto in edizione lusso "Le 11.000 verghe" riappaiono sul sito internet personale sia creazioni di ieri (come "Corri corri Corallina") sia inediti ancora in fase di realizzazione (come "Rossilla Morbilla").

    Le immagini di Vincenzo Jannuzzi in queste pagine sono tutte ©: dell'autore, diritti riservati, riprodotte per gentile concessione.


  • Sito ufficiale di Vincenzo Jannuzzi: www.vincenzojannuzzi.it




  • Catalogo La Ghignata 2010, FFF, Monza, ottobre 2010. http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/j/jannuzzi.htm



  • Fondazione Franco Fossati

    http://www.lfb.it/fff/fumetto/aut/j/jannuzzi.htm

    Museo del Fumetto - MILANO



    http://www.google.it/imgres?imgurl=http://nova100.typepad.com/.a/6a00d8341c684553ef014e607388e6970c-320wi&imgrefurl=http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2011/04/assemblea-del-silf-allo-spazio-wow-a-milano.html&usg=__CI3JJRbUiJQIWUEq5SOdPWfKqpw=&h=421&w=320&sz=24&hl=it&start=3&zoom=1&tbnid=buPWZtv6AORimM:&tbnh=125&tbnw=95&ei=DI8uT6G3CfTb4QTduIG8Dg&prev=/search%3Fq%3DENZO%2BJANNUZZI%26um%3D1%26hl%3Dit%26client%3Dsafari%26sa%3DN%26rls%3Den%26tbm%3Disch&um=1&itbs=1

    Milano da bere... dall'alto e con l'ironia dei fumetti - Italia a Tavola

    Milano da bere... dall'alto e con l'ironia dei fumetti - Italia a Tavola

    BAMBINI - NON PIU'

    http://childrennomore.blogspot.com/2009/10/piccoli-dolori-enzo-jannuzzi.html

    Un Medico di Campagna, di Franz Kafka - Disegni di Vincenzo Jannuzzi

    Prefazione di IVAN D'ALI' su LAPROMENADECULT

    http://lapromenadecult.wordpress.com/2011/05/02/vincenzo-jannuzzi-in-arte-janu/http://lapromenadecult.wordpress.com/2011/05/02/vincenzo-jannuzzi-in-arte-janu/
    http://lapromenadecult.wordpress.com/2011/05/02/vincenzo-jannuzzi-in-arte-janu/http://lapromenadecult.wordpress.com/2011/05/02/vincenzo-jannuzzi-in-arte-janu/

    giovedì 8 settembre 2011

    Sopecial guest di puckcomicparty.blogspot.com

    GIOVEDÌ 8 SETTEMBRE 2011


    Special Guest#14: VINCENZO JANNUZZI!

    Il Nano ha invitato al Party molte firme storiche. Una di queste è senz'altro VINCENZO JANNUZZI, uno dei capisaldi dell'underground italiano, dalla contestazione degli anni '70 e ai più recenti happening artistici al Leoncavallo. Ma per presentarlo meglio vi lascio alle parole di Matteo Guarnaccia (dopo l'immagine)